La situazione iniziale
Alessandro, 43 anni, passa molte ore al computer e altrettante in macchina. Da quattro mesi il mal di schiena torna ogni volta che resta seduto a lungo o solleva le borse della spesa. Ha smesso di andare in palestra per paura di danneggiarsi la schiena. Nell’ultima settimana il dolore medio è 7/10 sulla scala numerica NRS.
Quando arriva nel mio studio di osteopatia a Balduina, più che del dolore mi parla della fiducia che ha perso. Prima di raccogliere qualcosa da terra si irrigidisce, e spesso chiede aiuto.
La valutazione e gli obiettivi
Parto dalla sua storia clinica, faccio l’esame neurologico quando serve e cerco i segnali che richiederebbero un approfondimento medico. Non ne trovo, e il quadro è compatibile con una lombalgia aspecifica. Poi guardo come si alza, come si piega e come gestisce un peso.
Scegliamo insieme tre attività da misurare con la Patient-Specific Functional Scale (PSFS). La media è 3/10, dove 10 corrisponde alla funzione abituale. Gli obiettivi sono reggere la giornata di lavoro, portare la spesa e tornare ad allenarsi.
Come ho impostato il percorso
Nel trattamento osteopatico per la lombalgia scelgo le tecniche in base a come risponde Alessandro. Uso mobilizzazioni della zona lombare e dell’anca, lavoro sui tessuti molli e tecniche a energia muscolare, in cui è lui a fare contrazioni leggere contro una mia resistenza. Servono a calmare il dolore e a rendere il movimento più facile.
Fin dalla prima seduta aggiungo esercizi di forza e sollevamenti a carico crescente. Le mani possono dare una spinta, ma per recuperare davvero serve che Alessandro si muova in prima persona. Concordiamo pochi esercizi, facili da ripetere, e pause realistiche nella giornata. Impara anche a cambiare spesso posizione, invece di cercare una postura perfetta da tenere per ore.
La progressione e le verifiche
Già nelle prime sedute Alessandro si piega con meno esitazione. Aumento a poco a poco il peso da sollevare e la durata delle attività, e controllo come sta anche il giorno dopo. Dopo un viaggio ha una giornata più dolorosa, così riduciamo il carico per qualche giorno e poi lo riprendiamo.
Non mi fermo alla sensazione subito dopo il trattamento. Ogni volta parliamo di cosa è riuscito a fare durante la settimana e di cosa gli costa ancora fatica. Dopo otto settimane organizza di nuovo lavoro e allenamento senza evitarli per paura.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione finale il dolore medio della settimana scende da 7/10 a 1/10 e la PSFS sale da 3/10 a 9/10. Alessandro porta la spesa, si allena e lavora in autonomia. Sente un lieve fastidio solo dopo le giornate più pesanti e sa come adattare l’attività.
Misuro il risultato sulla funzione e sul controllo dei sintomi. Non lo attribuisco a vertebre «rimesse a posto».
| Indicatore | Inizio | Fine |
|---|---|---|
| Dolore medio settimanale · NRS | 7/10 | 1/10 |
| Attività concordate · PSFS media | 3/10 | 9/10 |
L’osteopatia rimette a posto le vertebre?
No. Le tecniche manuali servono a modulare il dolore e a favorire il movimento, ma non riposizionano vertebre spostate. Nel percorso di Alessandro trattamento manuale, esercizio e ripresa graduale delle attività hanno lavorato insieme. Un miglioramento clinico non dimostra un cambiamento nella struttura della colonna.