Tratto l’apparato muscoloscheletrico nel suo insieme: schiena, collo, spalla, ginocchio, anca, caviglia, infortuni sportivi e recupero dopo un intervento. Su spalla e colonna ho una preparazione più approfondita.
Dopo la laurea ho scelto presto una direzione. Sulla spalla ho seguito percorsi di formazione di livello internazionale e un master dedicato, dove sono poi rimasto come tutor: insegnare a valutare una spalla è il modo più rapido per capire quanto ancora c’è da imparare.
Sulla colonna vertebrale ho costruito la stessa profondità attraverso corsi specifici, dal mal di schiena alla cervicale fino ai quadri con sintomi irradiati.
In entrambe le aree ho lavorato affiancando ortopedici di fama nazionale e internazionale. È l’esperienza che cambia di più il modo di ragionare: vedi da vicino come si decide fra una strada conservativa e una chirurgica, e impari a riconoscere in fretta i casi che vanno indirizzati a un medico invece che trattati.
Questo però è il vertice, non il perimetro. Il lavoro di tutti i giorni è molto più largo: ginocchia operate da rimettere in carico, caviglie che continuano a cedere dopo una distorsione, tendini d’Achille che protestano dopo un aumento di allenamento, dolori da scrivania che durano da mesi, persone che vogliono semplicemente tornare a correre. Su spalla e colonna posso andare più a fondo — ma nessuno viene trattato come un caso minore perché il suo problema sta da un’altra parte.