Terapia manuale
Mobilizzazioni articolari e lavoro sui tessuti molli: serve a togliere il freno prima di rimettere in moto la zona.
Sono il Dott. Ayrton Ferioli, fisioterapista a Balduina: ricevo in Via Alfredo Serranti 53. Percorsi personalizzati, basati sull’evidenza scientifica.
Chi arriva in questo studio ha quasi sempre già provato qualcosa: un ciclo di terapie che non ha retto, un antidolorifico che copre e basta, un esame che non ha spiegato granché.
Il punto di partenza qui è un altro: prima si capisce, poi si tratta. La prima seduta è dedicata quasi per intero alla valutazione — che cosa fa male davvero, da quanto, che cosa lo scatena, quali movimenti si sono persi per strada.
Solo dopo si costruisce il percorso, e ti viene detto con onestà quante sedute servono verosimilmente e che cosa dipende da te fra un appuntamento e l’altro. Nessun protocollo uguale per tutti: due spalle che fanno male non hanno quasi mai la stessa storia.
Le aree su cui la mia pratica clinica è più approfondita sono la spalla e la colonna vertebrale: se il tuo problema è lì, sei nel posto giusto. Qui trovi il mio percorso formativo completo.
Ogni percorso parte da una valutazione approfondita: solo dopo aver inquadrato il problema scegliamo insieme la strada più efficace.
Mobilizzazioni articolari e lavoro sui tessuti molli: serve a togliere il freno prima di rimettere in moto la zona.
Lo sguardo d’insieme, quando il dolore torna sempre allo stesso punto. Approfondisci l’osteopatia.
Recupero dopo interventi e traumi: dalla protesi di spalla o ginocchio alle fratture, fino al pieno ritorno funzionale.
Per atleti e amatori della zona: recupero dall’infortunio e rientro sicuro alla performance, senza ricadute.
Per i dolori che durano da mesi si lavora su carico, sonno e abitudini, non solo sul punto che fa male.
Correzione di posture scorrette e compensi, soprattutto per chi lavora molte ore seduto alla scrivania.
Mani, ragionamento clinico ed esercizio, e dove serve davvero anche le terapie strumentali. Ecco le manovre che uso più spesso e a che cosa servono.
Movimenti passivi lenti e graduati, applicati direttamente sull’articolazione rigida: anca, spalla, ginocchio, singoli segmenti della colonna. Servono a recuperare mobilità dove l’articolazione si muove meno di quanto dovrebbe.
Sono graduate: si comincia da ampiezze piccole, nella parte del movimento che non fa male, e si aumenta man mano che il tessuto lo permette. Su una spalla molto irritabile si lavora ai margini; su una rigidità vecchia si può spingere di più.
Muscoli, tendini e fasce. Pressioni sostenute sui punti più contratti, tecniche di scollamento fra i piani, lavoro trasversale sui tendini irritati, allungamento guidato delle catene muscolari.
Non è un massaggio rilassante: ogni presa ha un bersaglio preciso, scelto in base a quello che la valutazione ha mostrato. Serve a togliere la tensione che tiene fermo il movimento, così che l’esercizio poi funzioni.
È la parte che consolida quello che si ottiene in seduta. Senza, il guadagno tende a perdersi in fretta.
Si parte da esercizi di controllo del movimento — poco carico, molta precisione — e si sale progressivamente verso il rinforzo vero e il gesto che ti serve: sollevare, correre, stare seduto otto ore senza pagarne il prezzo.
Ti do due o tre esercizi alla volta, non una scheda da venti. Pochi esercizi fatti bene battono un programma lungo che nessuno porta a termine.
Non sostituiscono le mani e da sole non fanno miracoli. Messe nel punto giusto del percorso, però, possono essere un complemento utile.
Trasferisce energia in profondità e alza la temperatura del tessuto: più sangue dove ne arriva poco, e una soglia del dolore più alta per il tempo che serve a lavorarci.
La uso soprattutto prima della parte manuale — su contratture vecchie, tendinopatie e rigidità che restano dopo un trauma — perché rende il tessuto più disponibile: la mobilizzazione che segue costa meno fatica e meno dolore.
Lavora su un punto preciso, non su tutta la zona: un’inserzione tendinea, una borsa, il punto della spalla che fa male sempre allo stesso millimetro.
È indolore e dura pochi minuti. Non si usa da sola: è un pezzo del percorso, quasi sempre affiancata all’esercizio, perché un tendine guarisce con il carico giusto e non con la luce.
Sotto ogni voce c’è il tipo di problema che vedo arrivare più spesso in studio.






Per i quadri che vedo più spesso ho scritto una pagina dedicata: come li valuto, come imposto il percorso e che cosa aspettarsi.
Dopo la riparazione della cuffia dei rotatori il percorso è descritto nella pagina sulla riabilitazione post-operatoria, insieme agli altri interventi. Nel blog rispondo ai dubbi più frequenti; nei casi clinici racconto alcuni percorsi seguiti nel mio studio.
Non è un centro dove a ogni seduta trovi un terapista diverso. È il mio studio, in Via Alfredo Serranti 53, in piena Balduina, e ricevo qui i miei pazienti da anni: chi torna dopo mesi ritrova la stessa persona, che si ricorda com’era andata la volta prima.
Segui il percorso dall’inizio alla fine sempre con me: valutazione, trattamento ed esercizi non passano di mano. Arrivano abitualmente pazienti da Balduina, Monte Mario, Trionfale, Camilluccia, Cortina d’Ampezzo, Prati e dal resto di Roma Nord: la stazione Roma Balduina e le linee di superficie rendono lo studio raggiungibile anche senza auto.
Raccontami il tuo problema in due righe. Ti rispondo io, di persona.
Le recensioni pubblicate sul profilo Google dello studio, aggiornate in tempo reale.
Via Alfredo Serranti 53, in Balduina. Descrivimi il problema in due righe su WhatsApp: ti dico se posso aiutarti e quando c’è posto.