La situazione iniziale
Giulia, 32 anni, ha dolore alla mandibola da più di tre mesi. Masticare cibi duri e sbadigliare le dà fastidio, e al lavoro si accorge spesso di tenere i denti serrati. L’odontoiatra ha escluso una causa dentale e ha inquadrato il problema come disturbo temporomandibolare, soprattutto di origine muscolare.
Giulia si rivolge a me per un percorso conservativo nel mio studio a Balduina. Il dolore medio mentre mastica è 6/10 e riesce ad aprire la bocca senza dolore fino a 30 mm, misurati tra gli incisivi.
La valutazione e gli obiettivi
Raccolgo informazioni su come funziona la mandibola, sull’abitudine a serrare i denti e sulle attività che le pesano. Osservo l’apertura e la chiusura della bocca, la mobilità del collo e come reagiscono alla palpazione i muscoli della masticazione.
Per i confronti successivi misuro l’apertura sempre con gli stessi riferimenti, senza confonderla con l’apertura massima forzata. Non ci sono blocchi articolari acuti o altri segnali che richiedano di inviarla subito altrove. Decidiamo di lavorare su masticazione e sbadiglio, riducendo sia il dolore sia la paura di usare la mandibola.
Come ho impostato il percorso
Nel percorso osteopatico uso tecniche manuali graduali sui muscoli masticatori e mobilizzazioni della mandibola, sempre nei limiti che Giulia tollera. Mi concentro sul dolore e sulla funzione dell’articolazione temporomandibolare.
Aggiungo esercizi di apertura controllata e qualche strategia per accorgersi, durante il giorno, dei momenti in cui stringe i denti. Ogni intervento lo spiego e lo concordo con lei, perché lo scopo è rendere il movimento più confortevole. Nei periodi più sensibili adattiamo per un po’ la consistenza dei cibi e l’ampiezza dei movimenti, poi li riprendiamo gradualmente.
Le decisioni su eventuali bite o altri dispositivi restano all’odontoiatra, e non propongo modifiche permanenti del morso.
La progressione e le verifiche
Giulia impara a fare gli esercizi senza spingersi oltre il limite tollerabile e torna pian piano ai cibi che aveva eliminato. A ogni controllo guardiamo il dolore, l’apertura senza dolore e quanto è facile finire un pasto.
Un rumore articolare occasionale lo valutiamo insieme alla funzione, senza leggerlo in automatico come segno di danno. Quando il lavoro si fa più pesante semplifichiamo il programma, così resta fattibile. Dopo sei settimane mangiare fuori non è più una cosa che evita per paura.
Risultati a fine percorso
Il dolore durante la masticazione passa da 6/10 a 1/10 e l’apertura senza dolore sale da 30 a 40 mm. Giulia mangia di nuovo di tutto e riesce a parlare a lungo con meno fatica.
Valuto il miglioramento su funzione e dolore, e non è necessario che sparisca ogni rumore. Il serramento notturno, se c’è, resta un tema da seguire con l’odontoiatra e non lo considero risolto dal trattamento manuale.
| Indicatore | Inizio | Fine |
|---|---|---|
| Dolore durante la masticazione · NRS | 6/10 | 1/10 |
| Apertura della bocca senza dolore | 30 mm | 40 mm |
L’osteopatia corregge il morso o elimina il bruxismo?
No. La terapia manuale può affiancare esercizi ed educazione nella gestione del dolore alla mandibola, ma non ci sono prove che modifichi l’occlusione e non garantisce che il bruxismo si fermi. Lavorare in accordo con l’odontoiatra permette di scegliere gli interventi in base al problema reale.