Caso clinico · Osteopatia · supporto

Intestino irritabile: un supporto complementare per sintomi e quotidianità

La situazione iniziale

Sara, 38 anni, ha una diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile fatta dal gastroenterologo. Dolore addominale e gonfiore la portano a rinunciare a uscite e attività fisica. Segue già le indicazioni del gastroenterologo e di un professionista della nutrizione, ma cerca un aiuto per gestire meglio il disagio fisico.

Il dolore addominale medio della settimana è 6/10 alla NRS e nel diario segna cinque giorni su sette con un gonfiore che la limita. Mi contatta per capire che spazio possa avere l’osteopatia nel suo percorso.

La valutazione e gli obiettivi

Nel mio studio a Balduina esamino la documentazione e verifico che i sintomi siano stabili e che non ci siano segnali nuovi da riferire al medico, come sanguinamento o perdita di peso involontaria. Valuto le tensioni muscolari che descrive, il modo in cui respira e le attività che ha ridotto.

La palpazione non mi serve per diagnosticare malattie dell’intestino o presunti organi «bloccati». Decidiamo di misurare dolore, gonfiore e partecipazione alla vita di tutti i giorni. Il riferimento per la malattia resta il gastroenterologo.

Come ho impostato il percorso

Con Sara concordo un trattamento osteopatico complementare. Comprende contatti e mobilizzazioni delicate della parete addominale, solo se li tollera, e tecniche sui tessuti molli nelle zone muscolari dove sente fastidio. Aggiungo esercizi di respirazione confortevole e un ritorno graduale alle passeggiate.

Gli obiettivi sono ridurre il disagio addominale, stare più comoda e partecipare di più alle attività quotidiane. Alimentazione ed eventuali farmaci restano in mano ai professionisti che la seguono, e il trattamento osteopatico non li toglie né li sostituisce.

La progressione e le verifiche

Sara tiene un diario semplice e annota anche i cambiamenti nelle altre cure e nelle abitudini. Così evitiamo di attribuire alle sedute ogni variazione. In sei settimane riprende a camminare con regolarità e torna a qualche uscita, anche se alcune giornate restano più difficili.

Il lavoro manuale lo tengo solo quando è ben tollerato e Sara lo sente utile. Per stare meglio non servono pressioni sempre più profonde. Se i disturbi cambiano, il primo passo torna a essere il gastroenterologo.

Risultati a fine percorso

Alla verifica finale il dolore medio della settimana passa da 6/10 a 3/10 e i giorni con un gonfiore che la limita scendono da cinque a tre su sette. Sara partecipa più volentieri alla vita sociale.

La sindrome dell’intestino irritabile resta seguita dal medico. Il cambiamento riguarda l’intero percorso, fatto di cure mediche, abitudini e supporto manuale.

Misure all’inizio e alla fine del percorso
IndicatoreInizioFine
Dolore addominale medio · NRS6/103/10
Giorni con gonfiore che limita · su 753

L’osteopatia viscerale cura il colon irritabile?

No, non ci sono prove solide per presentarla come una cura. Alcuni piccoli studi riportano benefici su certi sintomi, ma nel complesso i risultati sono incerti. Se la si usa, deve essere complementare, concordata e rivalutata nel tempo, senza ritardare diagnosi e trattamenti con un’efficacia più consolidata.

Parliamone

Osteopatia e intestino irritabile a Balduina

Sono il Dott. Ayrton Ferioli, osteopata e fisioterapista, e ricevo in Via Alfredo Serranti 53 a Roma Balduina. Se hai già una diagnosi e vuoi capire se un supporto osteopatico può aiutarti, ne parliamo in valutazione e decidiamo insieme, in accordo con chi ti segue.

Contenuti a cura del Dott. Ayrton Ferioli, fisioterapista e osteopata.

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