La situazione iniziale
Chiara, 26 anni, ha avuto una lussazione anteriore di spalla durante una caduta, già ridotta e valutata in ambito medico. Dopo gli accertamenti, lo specialista concorda nel suo caso un percorso conservativo e un controllo nel tempo. La valutazione considera lesioni associate, funzione, apprensione e rischio di recidiva.
La valutazione e gli obiettivi
Il percorso di Chiara si svolge con me, nel mio studio a Balduina. Chiara racconta l’episodio traumatico e quali gesti le fanno ora temere che la spalla esca nuovamente. Si leggono gli accertamenti e le indicazioni ricevute, distinguendo dolore, limitazioni e apprensione. L’età, il tipo di attività desiderata e le eventuali lesioni associate entrano nella discussione con lo specialista. Chiara ha avuto una lussazione traumatica già trattata: non rappresenta indistintamente tutte le forme di instabilità della spalla.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 50/100 mm alla scala VAS. La Patient-Specific Functional Scale (PSFS) ha un punteggio medio di 3/10 per tre attività: vestirsi, raggiungere uno scaffale e svolgere gli esercizi abituali in palestra. La scala valuta le attività scelte dalla persona: 0 significa non riuscire a svolgerle, 10 riuscirci come prima del problema.
Come viene impostato il percorso
Si rispettano le indicazioni ricevute per protezione e movimento. Gli esercizi iniziali utilizzano posizioni tollerate, senza forzare la spalla nei gesti che evocano apprensione. Si lavora sul controllo del braccio e sulla progressiva attivazione della cuffia e della muscolatura scapolare.
Chiara comincia con attività che le permettono di usare il braccio entro i limiti concordati e di riconoscere una risposta tollerabile. Il lavoro non ricerca subito le posizioni che evocano maggiore paura. Si spiegano le ragioni della progressione e si costruisce una routine praticabile. L’eventuale tutore e le sue modalità di utilizzo seguono le indicazioni ricevute, senza essere modificati sulla base di indicazioni generiche online.
La progressione e le verifiche
Quando il quadro lo consente, aumentano forza, resistenza e compiti specifici per la palestra. La progressione considera sintomi, stabilità percepita e capacità di sostenere i gesti richiesti. Una nuova lussazione o un peggioramento dell’instabilità richiedono rivalutazione specialistica.
Il rientro in palestra viene preparato con esercizi controllati e richieste crescenti, scelti rispetto alle attività che Chiara vuole riprendere. Si considerano forza, resistenza e fiducia nei gesti, evitando che un singolo test diventi un via libera universale. La comunicazione con lo specialista rimane parte del percorso. Una nuova lussazione non viene gestita provando esercizi o manovre autonome: richiede assistenza medica e una revisione delle scelte.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 50 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. La media PSFS sulle stesse tre attività sale da 3/10 a 10/10, corrispondente al ritorno al livello precedente al problema nelle attività valutate. Chiara torna alle attività quotidiane e agli allenamenti concordati senza dolore, con controllo e fiducia nell’uso della spalla. Il rientro segue le verifiche funzionali e le indicazioni dello specialista.
Se rinforzo la spalla, il rischio di lussazione scompare?
No. Il rinforzo e il recupero del controllo contribuiscono alla riabilitazione, ma non azzerano il rischio di recidiva. La decisione fra gestione conservativa e chirurgica considera diversi fattori, comprese le richieste sportive. Il miglioramento di Chiara non dimostra che lo stesso percorso sia sufficiente per una persona con lesioni differenti, episodi ripetuti o sport con maggiori sollecitazioni sulla spalla.