Caso clinico · Spalla

Dolore di spalla e scapola: tornare all’arrampicata

La situazione iniziale

Simone, 32 anni, pratica arrampicata e presenta dolore di spalla con rapido affaticamento. Durante la valutazione si osserva una diversa organizzazione del movimento scapolare. Il reperto viene interpretato insieme ai sintomi e alle prove funzionali, non come una diagnosi sufficiente da solo.

La valutazione e gli obiettivi

Seguo personalmente Simone nel mio studio a Balduina. Simone mostra i movimenti che diventano difficili quando si affatica sulla parete. Si considerano mobilità, forza e risposta a modifiche del gesto, insieme all’organizzazione del movimento scapolare. Non interpreto una scapola più evidente come prova automatica della causa del dolore. Le osservazioni servono a formulare ipotesi di lavoro e a scegliere esercizi da verificare attraverso i compiti che interessano davvero a Simone.

Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 55/100 mm alla scala VAS. Il questionario Shoulder Pain and Disability Index (SPADI) è pari a 44/100; descrive dolore e difficoltà nell’uso della spalla: valori più bassi indicano meno problemi.

Come viene impostato il percorso

Si adatta il volume di arrampicata e si individuano esercizi che migliorano la tolleranza al movimento. Il programma coinvolge scapola, cuffia e controllo del tronco, senza imporre una postura scapolare identica in ogni gesto.

Il programma combina esercizi sostenibili con una temporanea modifica delle uscite di arrampicata. Si comincia da sequenze che Simone riesce a controllare senza accumulare rapidamente sintomi. Le indicazioni sul movimento vengono mantenute soltanto se utili, evitando di chiedergli di bloccare le scapole in una posizione fissa. Vengono considerate anche le capacità del tronco e dell’intero arto superiore, perché il gesto sportivo richiede un lavoro coordinato.

La progressione e le verifiche

Si passa dal lavoro controllato a sequenze più impegnative. Simone aumenta gradualmente durata e difficoltà delle vie, con verifiche sulla fatica e sulla risposta della spalla dopo l’allenamento.

Le uscite aumentano per passaggi, scegliendo vie e durata che permettano di valutare la tolleranza. Simone registra quando compare l’affaticamento e come si sente dopo l’allenamento. Una migliore resistenza rende possibile proseguire anche se rimangono differenze visibili fra i due lati. Il criterio utile è la capacità di affrontare i gesti concordati, mentre eventuali nuove difficoltà vengono riesaminate senza ridurre tutto all’aspetto della scapola.

Risultati a fine percorso

Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 55 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. Il punteggio SPADI scende da 44/100 a 0/100, con difficoltà riferite assenti. Simone riprende l’arrampicata alle durate e difficoltà abituali senza dolore, oltre alle attività quotidiane. Il recupero riguarda la capacità di usare la spalla, senza richiedere una simmetria perfetta delle scapole.

La discinesia scapolare deve sempre essere corretta?

Una variazione del movimento scapolare è un reperto da interpretare nel contesto clinico, non necessariamente una malattia da eliminare. Può essere rilevante nel trattamento di alcune persone, ma la sola asimmetria non dimostra la causa del dolore. Il programma viene giudicato dalla funzione e dai sintomi di Simone; l’obiettivo non è ottenere una simmetria perfetta in ogni posizione e in ogni fase dell’arrampicata.

Parliamone

Valutazione a Roma Balduina

Sono il Dott. Ayrton Ferioli: nel mio studio di fisioterapia a Balduina, in Via Alfredo Serranti 53, Roma, mi occupo personalmente della tua valutazione e del trattamento. Puoi contattarmi per definire il percorso in base alle tue esigenze.

Contenuti a cura del Dott. Ayrton Ferioli, fisioterapista e osteopata.

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