La situazione iniziale
Daniela, 56 anni, presenta dolore notturno e una progressiva perdita sia del movimento attivo sia di quello passivo. La valutazione medica e fisioterapica è compatibile con capsulite adesiva. Pettinarsi e vestirsi sono diventati difficili.
La valutazione e gli obiettivi
Accolgo Daniela nel mio studio a Balduina, dove mi occupo personalmente della valutazione e del trattamento. Daniela racconta come la rigidità abbia cambiato gesti prima automatici, dal pettinarsi al raggiungere una tasca. Si confrontano movimento attivo e passivo e si considera l’irritabilità della spalla, insieme alla storia medica. La perdita di mobilità viene distinta da altre cause di dolore e rigidità. Si scelgono attività di riferimento che permettano di osservare miglioramenti utili anche quando i gradi di movimento cambiano lentamente.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 80/100 mm alla scala VAS. Il questionario Shoulder Pain and Disability Index (SPADI) è pari a 72/100; descrive dolore e difficoltà nell’uso della spalla: valori più bassi indicano meno problemi. Misuro una flessione attiva della spalla di 90 gradi, senza forzare il movimento.
Come viene impostato il percorso
Nella fase più irritabile il trattamento privilegia educazione, gestione delle attività e mobilità tollerata. Il dolore persistente viene discusso con il medico per le eventuali opzioni mediche; non si insiste su forzature dolorose per accelerare il recupero.
Si concordano modalità più tollerabili per vestirsi e organizzare le attività, senza chiedere a Daniela di vincere il dolore a ogni costo. Gli esercizi vengono spiegati e provati insieme, così da adattarli se la spalla reagisce eccessivamente. Mantengo il confronto con il medico quando il dolore ostacola sonno e partecipazione al programma. Le opzioni mediche, se indicate, si integrano in una gestione individuale.
La progressione e le verifiche
Il percorso può essere lungo e richiedere adattamenti ripetuti. Quando l’irritabilità diminuisce, il lavoro sulla mobilità viene ampliato e si aggiunge forza. Ci sono settimane di avanzamento lento: le rivalutazioni aiutano a distinguere un periodo stabile da un cambiamento che richiede un nuovo parere.
Il lavoro viene rivisto in funzione della risposta, con obiettivi intermedi come raggiungere il capo o infilare una manica più agevolmente. Daniela continua a osservare miglioramenti pratici anche in presenza di rigidità residua. La progressione non consiste nell’aumentare sempre la forza delle mobilizzazioni. Si confrontano tolleranza, funzione e andamento nel tempo, riconoscendo che il decorso può essere prolungato e non segue lo stesso calendario per ogni persona.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 80 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. Il punteggio SPADI scende da 72/100 a 2/100, con difficoltà riferite minime. La flessione attiva della spalla aumenta da 90 a 170 gradi, misurata con goniometro nella stessa posizione. Daniela torna a dormire, vestirsi, pettinarsi e raggiungere gli oggetti in alto senza dolore. La mobilità recuperata le consente di svolgere tutte le attività quotidiane concordate in autonomia.
Nella capsulite bisogna forzare per “rompere le aderenze”?
Non è una descrizione appropriata del percorso. La scelta dell’intensità dipende dal quadro e dall’irritabilità; una forzatura dolorosa non garantisce un recupero più rapido. Le evidenze sui singoli interventi riabilitativi hanno limiti e non permettono di promettere una data di guarigione. Per Daniela si privilegiano obiettivi funzionali, adattamento del trattamento e confronto medico quando necessario.