La situazione iniziale
Carlo, 73 anni, ha ricevuto una protesi inversa per una spalla dolorosa e scarsamente funzionale. Vorrebbe tornare a mangiare, vestirsi e occuparsi delle piccole attività di casa senza aiuto.
La valutazione e gli obiettivi
Seguo personalmente Carlo nel mio studio a Balduina. Carlo racconta quali gesti vorrebbe recuperare per primi e quali erano difficili già prima dell’operazione. Leggo le indicazioni ricevute, considero le condizioni dei tessuti e osservo le capacità consentite. Il tipo di protesi orienta il ragionamento ma non permette di prevedere ogni risultato. Gli obiettivi vengono concordati sulla vita quotidiana di Carlo, distinguendo il recupero dell’autonomia dalla ricerca della massima prestazione del braccio.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 70/100 mm alla scala VAS. Il questionario Shoulder Pain and Disability Index (SPADI) è pari a 82/100; descrive dolore e difficoltà nell’uso della spalla: valori più bassi indicano meno problemi.
Come viene impostato il percorso
Verifico tecnica operatoria e precauzioni. Il programma protegge la spalla e non tratta la protesi inversa come una protesi anatomica: il ruolo del deltoide e della muscolatura periscapolare assume particolare rilievo.
Le prime attività vengono organizzate per rendere più semplici i pasti, la vestizione e gli spostamenti, evitando di usare il braccio operato come appoggio quando non è consentito. Carlo prova gli esercizi autorizzati e riceve spiegazioni sui limiti temporanei. Il lavoro attivo viene introdotto secondo il percorso previsto. Eventuali difficoltà vengono riferite al team, senza applicare automaticamente esercizi pensati per una protesi anatomica o per una spalla non operata.
La progressione e le verifiche
Carlo recupera movimento attivo e capacità di utilizzare il braccio nei compiti concordati. Si allenano gesti reali con oggetti leggeri, evitando sovraccarichi e posizioni non autorizzate. La progressione segue capacità e controlli, non una gara a ottenere la massima ampiezza.
Si preparano compiti graduali, come raggiungere un oggetto leggero e usarlo in una breve attività domestica. La risposta viene osservata insieme a forza e resistenza, senza insistere su movimenti non autorizzati. Carlo identifica anche strategie pratiche per i gesti che rimangono difficili. Il programma distingue l’aumento dell’autonomia dalla necessità di rispettare le precauzioni dell’impianto, mantenendo i controlli chirurgici e adattando le aspettative alle capacità effettivamente recuperate.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 70 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. Il punteggio SPADI scende da 82/100 a 4/100, con difficoltà riferite minime. Carlo torna a mangiare, vestirsi e occuparsi delle piccole attività domestiche senza dolore e in autonomia. Raggiunge tutti gli obiettivi quotidiani concordati, nel rispetto delle indicazioni per la protesi inversa.
Con una protesi inversa potrò fare tutti i movimenti di prima?
Non si può garantirlo. Il risultato dipende da indicazione chirurgica, condizioni iniziali, impianto e tessuti, oltre che dal percorso di recupero. Alcuni gesti possono restare limitati. Per Carlo l’obiettivo è svolgere più attività significative con minore aiuto; non viene promesso di ottenere una spalla naturale sana né di recuperare la stessa ampiezza dell’altro lato in ogni direzione.