La situazione iniziale
Patrizia, 62 anni, ha subito una frattura dell’omero prossimale trattata con sintesi. Alla prima valutazione usa il tutore e fatica nelle attività personali. Si controllano indicazioni chirurgiche, stato neurovascolare, ferita e movimenti consentiti.
La valutazione e gli obiettivi
Nel mio studio a Balduina, valuto Patrizia e ne seguo direttamente il percorso. Patrizia descrive la caduta e le difficoltà nella cura personale dopo la dimissione. Si leggono i dettagli della frattura e della sintesi, distinguendo ciò che può muovere da ciò che deve proteggere. Il controllo dell’osso e dei tessuti rimane collegato alle valutazioni ortopediche. Le richieste domestiche vengono raccolte per stabilire priorità pratiche, senza assumere che tutte le fratture dell’omero abbiano la stessa stabilità o seguano identiche fasi.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 70/100 mm alla scala VAS. Il questionario Shoulder Pain and Disability Index (SPADI) è pari a 80/100; descrive dolore e difficoltà nell’uso della spalla: valori più bassi indicano meno problemi.
Come viene impostato il percorso
Si mantengono le funzioni delle articolazioni libere e si introduce il movimento della spalla autorizzato. Carichi e mobilizzazioni rispettano la stabilità della sintesi e il processo di consolidazione.
Si organizzano gli oggetti di uso frequente e si provano modalità consentite per vestirsi, lavarsi e riposare. Gli esercizi iniziali rispettano le articolazioni e i movimenti autorizzati. Patrizia impara a riconoscere quali gesti comportano un carico sul braccio, anche se sembrano semplici. Chiarisco eventuali dubbi sulle restrizioni con il team chirurgico, invece di interpretare la riduzione del dolore come un’autorizzazione a sollevare o spingere liberamente.
La progressione e le verifiche
I controlli ortopedici consentono un graduale aumento delle attività. Patrizia passa alla mobilità attiva e al rinforzo, poi a compiti come stendere, cucinare e trasportare piccoli oggetti. L’eventuale rigidità viene affrontata senza forzare un osso non ancora pronto al carico.
La ripresa delle attività avviene per compiti, prima con richieste contenute e poi più simili a quelle domestiche abituali. Patrizia confronta la possibilità di raggiungere gli oggetti, usarli e ripetere il gesto senza affaticarsi eccessivamente. L’aumento dei carichi segue i controlli e la capacità funzionale. Le limitazioni residue vengono affrontate in modo graduale, distinguendo il lavoro sulla mobilità dalla necessità di proteggere ancora una frattura in consolidazione.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 70 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. Il punteggio SPADI scende da 80/100 a 2/100, con difficoltà riferite minime. Patrizia riprende i gesti domestici e ricreativi concordati senza dolore, con un uso autonomo del braccio. Il ritorno ai carichi abituali avviene dopo la verifica della consolidazione e l’autorizzazione ortopedica.
La presenza di una placca permette di usare subito il braccio normalmente?
La sintesi stabilizza la frattura, ma non equivale a una consolidazione già completata. Le possibilità di movimento e carico dipendono dalle caratteristiche della lesione e dalle indicazioni chirurgiche. Patrizia ha una frattura prossimale trattata con sintesi: le stesse scelte non vanno estese a fratture di altre sedi, trattamenti conservativi o interventi con una protesi.