La situazione iniziale
Franco, 71 anni, viene operato con protesi totale di ginocchio per artrosi. Dopo la dimissione ha gonfiore, ridotta mobilità e difficoltà ad alzarsi dalla sedia. L’obiettivo è tornare a muoversi nel quartiere senza dipendere dai familiari.
La valutazione e gli obiettivi
Nel mio studio a Balduina, valuto Franco e ne seguo direttamente il percorso. Franco descrive le difficoltà ad alzarsi, percorrere il corridoio e affrontare le scale. Si valutano mobilità, forza e necessità di ausili, considerando anche le condizioni generali e le indicazioni di dimissione. Si scelgono compiti ripetibili per osservare il recupero. L’obiettivo non è soltanto piegare di più il ginocchio, ma usare il movimento disponibile per recuperare autonomia e affrontare le uscite che Franco considera importanti.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 70/100 mm alla scala VAS. Il questionario Lower Extremity Functional Scale (LEFS) è pari a 20/80; valuta la funzione degli arti inferiori: valori più alti indicano maggiori capacità. Franco riferisce di camminare circa 5 minuti in piano prima di fermarsi, con gli ausili prescritti.
Come viene impostato il percorso
Si prosegue il lavoro avviato in ospedale su mobilità, attivazione muscolare e cammino con gli ausili appropriati. Ferita, dolore e gonfiore vengono monitorati insieme ai segnali che richiedono un contatto medico.
Il programma combina esercizi concordati e attività quotidiane distribuite in modo sostenibile. Franco prova come sedersi e rialzarsi da una sedia adatta alle capacità iniziali, poi ripete il compito nelle condizioni consentite. Gli ausili vengono scelti per rendere il cammino sicuro e non eliminati soltanto per dimostrare un progresso. Ferita e sintomi vengono osservati durante il percorso, mantenendo il contatto medico per cambiamenti che richiedono approfondimento.
La progressione e le verifiche
Vengono incrementati forza, equilibrio, resistenza e gestione delle scale. Franco ripete compiti concreti per misurare il recupero: alzarsi dalla sedia, percorrere distanze maggiori e camminare all’aperto con sicurezza.
Le passeggiate vengono costruite prima su percorsi semplici e poi su tragitti utili nel quartiere. Si considera anche il ritorno a casa, perché una distanza tollerata all’andata può diventare impegnativa quando aumenta la fatica. Confronto forza, attività e risposta dopo le uscite. Eventuali difficoltà residue nelle scale o nell’alzarsi vengono affrontate in modo specifico, anziché presumere che scompaiano automaticamente quando il dolore si riduce.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 70 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. La LEFS sale da 20/80 a 76/80, con un recupero funzionale molto ampio. Passa da circa 5 minuti di cammino in piano con ausili a una passeggiata autonoma di 40 minuti, dopo la verifica della sicurezza del cammino. Franco torna alle passeggiate, alle commissioni e alle scale senza dolore al ginocchio. Recupera le attività quotidiane desiderate in autonomia, rispettando le indicazioni per la protesi.
Raggiungere una certa flessione significa aver finito la riabilitazione?
La mobilità è importante, ma non descrive da sola il recupero. Forza, equilibrio, cammino e capacità di affrontare le attività desiderate contribuiscono alla valutazione. Per Franco non viene fissato un unico numero di gradi come traguardo per tutti. Il programma segue le esigenze funzionali e la risposta individuale, in coerenza con i principi della linea guida APTA sulla protesi totale di ginocchio.