La situazione iniziale
Marina, 60 anni, presenta una frattura di rotula trattata chirurgicamente. Dopo l’intervento usa un tutore e teme di piegare il ginocchio. Si considerano stabilità della sintesi, integrità dell’apparato estensore e indicazioni ortopediche.
La valutazione e gli obiettivi
Seguo personalmente Marina nel mio studio a Balduina. Marina chiede se piegare il ginocchio possa compromettere la frattura. Si chiariscono tipo di sintesi, condizioni dell’apparato estensore e indicazioni su movimento e appoggio. Si considerano anche altezza delle sedie e presenza di scale a casa. Questi dettagli permettono di organizzare gli spostamenti necessari senza trasformare ogni difficoltà in un esercizio troppo impegnativo. Le autorizzazioni ortopediche restano il riferimento per decidere che cosa introdurre e quando.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 65/100 mm alla scala VAS. Il questionario Lower Extremity Functional Scale (LEFS) è pari a 22/80; valuta la funzione degli arti inferiori: valori più alti indicano maggiori capacità.
Come viene impostato il percorso
La mobilità e il carico seguono le autorizzazioni ricevute. Si lavora sulla gestione del gonfiore, sull’attivazione muscolare consentita e sugli spostamenti sicuri, senza imporre una flessione precoce uguale per tutte le fratture.
Il lavoro iniziale viene tradotto in compiti semplici e consentiti, con attenzione alla gestione del tutore e degli ausili. Marina prova gli esercizi assegnati e comprende che anche una contrazione senza movimento visibile genera forze. L’attivazione muscolare non viene quindi definita innocua in assoluto. La mobilità viene introdotta secondo la stabilità e le istruzioni ricevute, cercando un equilibrio fra protezione e recupero senza imporre regole identiche a tutte le fratture.
La progressione e le verifiche
I controlli e la stabilità della sintesi guidano l’aumento di mobilità e forza, anche prima della completa consolidazione quando autorizzato. Marina reintroduce alzarsi dalla sedia, cammino più lungo e gradini. La discesa delle scale viene allenata progressivamente, perché richiede un controllo che non si deduce dal solo cammino in piano.
La preparazione alle scale viene costruita separatamente dal cammino in piano. Si comincia con richieste adatte alle capacità di Marina e si osserva come controlla la discesa e la fatica. I passaggi vengono aggiornati dopo i controlli della frattura. La maggiore fiducia nel ginocchio viene accompagnata dal recupero della forza, così da distinguere il semplice completamento di un compito dalla possibilità di ripeterlo con sufficiente controllo nella vita quotidiana.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 65 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. La LEFS sale da 22/80 a 76/80, con un recupero funzionale molto ampio. Marina torna a camminare, salire e scendere le scale e svolgere le attività quotidiane concordate senza dolore. Recupera autonomia e sicurezza dopo le verifiche della frattura e della funzione del ginocchio.
Devo aspettare la completa consolidazione prima di muovere il ginocchio?
Non necessariamente: in alcune situazioni la mobilità controllata è consentita prima, mentre in altre sono necessarie restrizioni differenti. Contano stabilità della sintesi, lesioni associate e indicazioni del chirurgo. Non si decide sulla base di una regola generale letta online. Anche l’aumento del carico e gli esercizi di estensione vengono introdotti solo quando appropriati per la specifica frattura.