La situazione iniziale
Riccardo, 33 anni, affronta la riabilitazione dopo ricostruzione del crociato posteriore. Il percorso parte dalla lettura del verbale chirurgico e delle indicazioni su tutore, carico e mobilità.
La valutazione e gli obiettivi
Il percorso di Riccardo si svolge con me, nel mio studio a Balduina. Riccardo porta il programma ricevuto e racconta quali attività deve svolgere a casa e al lavoro. Si verifica se la ricostruzione sia isolata e quali altre strutture siano state trattate. Questa informazione modifica il modo di interpretare tutore, mobilità e carico. L’obiettivo iniziale è proteggere l’innesto e rendere sicuri gli spostamenti, chiarendo perché alcune indicazioni differiscano da quelle più conosciute per il crociato anteriore.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 60/100 mm alla scala VAS. Il questionario Lower Extremity Functional Scale (LEFS) è pari a 26/80; valuta la funzione degli arti inferiori: valori più alti indicano maggiori capacità.
Come viene impostato il percorso
La protezione dell’innesto tiene conto della traslazione posteriore della tibia. Si lavora sui compiti consentiti e sull’attivazione del quadricipite; la progressione della flessione e del lavoro degli ischiocrurali rispetta le restrizioni specifiche, senza copiare un protocollo per il crociato anteriore.
Riccardo impara a organizzare le attività rispettando i limiti prescritti e a eseguire gli esercizi consentiti senza aggiungere varianti autonome. L’attivazione muscolare viene selezionata considerando le forze sul ginocchio. Non si anticipano flessioni resistite perché il dolore è diminuito. Controllo comprensione ed esecuzione e chiarisco con il chirurgo eventuali dubbi, mantenendo la continuità fra indicazioni scritte e attività effettivamente svolte durante la settimana.
La progressione e le verifiche
Si sviluppano forza, equilibrio e capacità di gestire compiti sempre più impegnativi. Corsa e attività sportive vengono introdotte dopo i controlli e il raggiungimento dei criteri previsti per il caso.
Quando il quadro consente di aumentare le richieste, si preparano cammino più lungo, scale e compiti lavorativi. Riccardo confronta la risposta a giornate simili e riferisce eventuali sensazioni di instabilità. Il ritorno alle escursioni viene costruito con prove graduali su percorsi affrontabili, prima di introdurre terreni più impegnativi. Forza, controllo e tolleranza vengono rivalutati insieme alle indicazioni di protezione ancora presenti, senza affidarsi soltanto alla motivazione a riprendere.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 60 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. La LEFS sale da 26/80 a 78/80, con un recupero funzionale molto ampio. Riccardo riprende lavoro, escursioni e attività sportive concordate senza dolore al ginocchio. Il rientro segue i controlli previsti e il recupero delle capacità richieste, rispettando le indicazioni per il crociato posteriore.
Perché gli esercizi per i muscoli posteriori della coscia possono essere rimandati?
La loro attivazione può aumentare la traslazione posteriore della tibia, un aspetto da considerare nella protezione del LCP ricostruito. Tempi e modalità dipendono dal protocollo individuale e dalle procedure associate. Non esiste una data di inizio uguale per tutti: un esercizio utile in un’altra fase o dopo un altro intervento non è automaticamente adatto subito.