Caso clinico · Anca · post-operatorio

Protesi d’anca: recuperare autonomia e attività all’aperto

La situazione iniziale

Teresa, 65 anni, ha ricevuto una protesi d’anca per artrosi. Dopo la dimissione usa le stampelle e ha difficoltà a camminare a lungo. Il programma considera accesso chirurgico, indicazioni di carico e precauzioni individuali.

La valutazione e gli obiettivi

Accolgo Teresa nel mio studio a Balduina, dove mi occupo personalmente della valutazione e del trattamento. Teresa racconta quali ambienti della casa risultano difficili da raggiungere e quali passeggiate desidera riprendere. Si leggono le informazioni sull’accesso chirurgico e sulle precauzioni prescritte. Vengono considerate anche le capacità precedenti all’intervento e gli aiuti disponibili. Il programma distingue il recupero del cammino dall’organizzazione delle attività personali, cercando obiettivi concreti senza applicare automaticamente ogni restrizione conosciuta per una protesi d’anca di tipo diverso.

Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 65/100 mm alla scala VAS. Il questionario Lower Extremity Functional Scale (LEFS) è pari a 24/80; valuta la funzione degli arti inferiori: valori più alti indicano maggiori capacità.

Come viene impostato il percorso

Si lavora su spostamenti domestici, cammino e attività personali. Le precauzioni non vengono applicate come un elenco identico per ogni protesi: si rispettano quelle assegnate dal chirurgo al caso specifico.

Si provano gli spostamenti necessari, la gestione delle sedute e l’uso degli ausili nelle condizioni consentite. Teresa riceve indicazioni pratiche per inserire gli esercizi nella giornata e per rispettare i limiti assegnati. La fretta di lasciare le stampelle viene discussa insieme alla qualità del cammino. La riduzione degli appoggi è una scelta legata alla capacità e alle istruzioni ricevute, non una tappa da anticipare per confronto con altre persone operate.

La progressione e le verifiche

Teresa recupera forza degli arti inferiori, equilibrio e resistenza. Gli ausili vengono ridotti quando il cammino è sufficientemente sicuro e controllato. Seguono passeggiate più lunghe e il ritorno alle attività ricreative a basso impatto autorizzate.

Le uscite all’aperto vengono aumentate considerando distanza, terreno e fatica. Teresa prepara prima un percorso breve e poi attività più lunghe, con un piano realistico per il ritorno. Il programma continua a lavorare su forza ed equilibrio anche quando gli spostamenti domestici sono più agevoli. Le attività ricreative desiderate vengono discusse con il team, così da distinguere quelle autorizzate da quelle che richiedono valutazioni o precauzioni ulteriori.

Risultati a fine percorso

Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 65 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. La LEFS sale da 24/80 a 76/80, con un recupero funzionale molto ampio. Teresa torna a camminare all’aperto, fare la spesa e svolgere le attività domestiche senza dolore all’anca. Recupera tutte le attività concordate e l’autonomia desiderata, rispettando le precauzioni individuali.

Tutte le persone con protesi d’anca devono evitare gli stessi movimenti?

No. Le precauzioni possono variare in base ad accesso chirurgico, tecnica, stabilità e condizioni individuali. È necessario seguire quelle assegnate al proprio intervento, senza eliminarle o aggiungerne altre sulla base di indicazioni generiche. Per Teresa il percorso rispetta le indicazioni ricevute e le aggiorna ai controlli, mantenendo come obiettivo il recupero di attività significative e compatibili con la protesi.

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Contenuti a cura del Dott. Ayrton Ferioli, fisioterapista e osteopata.

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