La situazione iniziale
Guenda arriva nel mio studio a Balduina dopo il controllo dall’ortopedico e alcuni trattamenti che non avevano risolto il problema. Ha un dolore molto forte nella parte alta della zona lombare, all’altezza della vertebra L1, e alla scala VAS lo indica a 10/10. Le radiografie mostrano una scoliosi con un angolo di Cobb di 25°.
Il dolore le impedisce di affrontare con normalità le attività di ogni giorno. Con il tempo è arrivata anche l’insicurezza, e Guenda ha cominciato a rinunciare a uscite e occasioni con gli amici. Per lei stare meglio vuol dire due cose: muoversi senza dolore e tornare a fidarsi del proprio corpo.
La valutazione e gli obiettivi
Rileggo con lei la documentazione, la storia dei sintomi e le attività che oggi le costano fatica. Poi passo all’esame, con il test di Adams, lo scoliometro e l’inquadramento del tipo di curva. Sono i dati che mi servono per costruire un lavoro su misura.
Con il test di Adams osservo le asimmetrie del tronco mentre Guenda si piega in avanti. Lo scoliometro misura quanto ruota il tronco. Insieme completano l’angolo di Cobb della radiografia, che descrive invece l’ampiezza della curva vista di fronte.
Fissiamo gli obiettivi pensando sia al corpo sia alla sua vita quotidiana. Vogliamo ridurre il dolore, riprendere le attività lasciate e farla muovere con più sicurezza. Seguo personalmente ogni seduta e adatto il lavoro alla forma della curva e a come Guenda risponde agli esercizi.


Le radiografie documentano il quadro di partenza. Non sono un confronto prima e dopo.
Come ho impostato il percorso
Preparo per Guenda un programma di esercizi specifici per la scoliosi, che lavorano sulla colonna in tutte e tre le dimensioni. Ogni esercizio nasce dalla forma della sua curva e da quanto riesce a imparare e controllare le correzioni.
Il primo passo è l’autoallungamento con autocorrezione tridimensionale. Guenda impara a cambiare da sola la posizione del tronco, tenendo conto delle deviazioni laterali, delle rotazioni e del profilo della colonna. A questo aggiungiamo una respirazione guidata verso le zone individuate in valutazione, da mantenere mentre tiene la posizione corretta.
Poi lavoriamo sul controllo. Attiviamo i muscoli che sostengono la correzione, in modo che diventi via via più facile da mantenere. L’ultimo pezzo è portare tutto nei gesti di ogni giorno, perché la correzione serva fuori dallo studio e non solo durante gli esercizi.
Guenda partecipa in prima persona al trattamento. Capire gli esercizi e saperli gestire da sola è anche il modo in cui ritrova fiducia nel movimento.
La progressione e le verifiche
Già dopo la prima seduta Guenda riferisce un netto calo del dolore e nota di riuscire a raddrizzare meglio il tronco. Lo vive con entusiasmo, perché dopo trattamenti che l’avevano delusa torna a credere nel percorso.
Un buon inizio però non basta. Nelle sedute successive consolidiamo il recupero, miglioriamo il controllo durante gli esercizi e portiamo quanto imparato nelle attività di tutti i giorni.
Per decidere come andare avanti guardo il dolore, la qualità con cui esegue gli esercizi e la sua capacità di tornare alle attività che aveva lasciato. Conta molto anche la sicurezza con cui torna a muoversi e a vedere gli altri.
Risultati a fine percorso
Alla fine del ciclo di terapia Guenda non ha più dolore: la VAS passa da 10/10 a 0/10. Ha ripreso tutte le attività quotidiane che aveva dovuto limitare e le svolge senza dolore.
Insieme al recupero fisico è tornata la fiducia in sé stessa. Guenda ha ripreso la vita sociale che aveva ridotto e partecipa di nuovo con serenità, senza le difficoltà che raccontava all’inizio.
| Indicatore | Inizio | Fine |
|---|---|---|
| Dolore lombare · VAS | 10/10 | 0/10 |


Foto in piedi, di schiena, all’inizio e alla fine del percorso, pubblicate con il consenso di Guenda. La postura in una foto dipende anche dalla posizione al momento dello scatto.
Senza dolore vuol dire che la scoliosi è sparita?
No, sono due cose diverse. Il dolore, la funzione e l’ampiezza della curva vanno valutati separatamente. Nel caso di Guenda il risultato riguarda la scomparsa del dolore e il ritorno alle attività quotidiane e sociali.
L’angolo di Cobb di 25° descrive la situazione di partenza. Per sapere se la curva è cambiata servirebbe una nuova radiografia, da fare solo quando c’è un motivo clinico. Il recupero funzionale ha valore anche senza una variazione misurata dell’angolo.