La situazione iniziale
Marco, 42 anni, lavora al computer. Dopo un trasloco avverte dolore lombare e comincia a evitare di piegarsi. Dorme male e teme di peggiorare la schiena portando la spesa. La valutazione non rileva segnali di allarme o deficit neurologici; il quadro è compatibile con lombalgia aspecifica.
La valutazione e gli obiettivi
Seguo personalmente Marco nel mio studio a Balduina. Nel colloquio Marco descrive quali movimenti evita e quanto questo condiziona le giornate. Si osservano azioni semplici, come alzarsi dalla sedia, inclinarsi verso un oggetto e trasportare un peso gestibile. Queste prove servono a scegliere un punto di partenza e a confrontare i cambiamenti successivi. L’espressione “aspecifica” non nega il dolore: indica che non viene identificata una causa specifica che richieda un trattamento diverso.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 75/100 mm alla scala VAS. Il questionario Oswestry Disability Index (ODI) è pari a 42%; misura le limitazioni associate al dolore lombare: valori più bassi indicano minore disabilità.
Come viene impostato il percorso
Si concordano obiettivi concreti: affrontare la giornata lavorativa, raccogliere oggetti e riprendere le passeggiate. Il primo lavoro consiste nel recuperare fiducia, alternare le posizioni e riprendere movimenti tollerabili. Un breve intervento manuale viene utilizzato come supporto per il sollievo, insieme al lavoro attivo.
Per rendere il programma praticabile, Marco sceglie insieme a me pochi esercizi che riesce a inserire fra lavoro e impegni familiari. Si provano più modalità di movimento, senza cercare una posizione perfetta da mantenere tutto il giorno. Una seduta serve anche a rivedere come sollevare una borsa e come distribuire le attività più impegnative, rendendo il lavoro a casa comprensibile e ripetibile.
Consulta la pagina del servizio di osteopatia a Balduina per conoscere approccio e limiti. Le tecniche manuali vengono valutate in base a indicazioni, preferenze e prove disponibili; non sono un passaggio obbligatorio del percorso.
La progressione e le verifiche
Marco passa dai movimenti senza carico a esercizi di forza e sollevamenti progressivi. Una temporanea riacutizzazione dopo una giornata impegnativa porta ad adattare il carico, senza interrompere ogni attività. Le verifiche riguardano soprattutto ciò che riesce nuovamente a fare.
Un passaggio concreto è riprendere a fare la spesa senza delegare automaticamente ogni borsa. Si concorda prima un impegno contenuto e poi lo si adatta alla risposta. Marco annota le attività recuperate e le difficoltà rimaste: questo aiuta a discutere i progressi senza giudicare tutto sulla singola giornata dolorosa. Se il quadro cambia in modo importante, il programma viene rivalutato anziché proseguito per abitudine.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 75 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. Il punteggio ODI scende da 42% a 0%, con difficoltà riferite assenti. Marco riprende tutte le attività che aveva sospeso: lavora, si piega, porta la spesa e passeggia senza dolore. Si muove con fiducia e gestisce autonomamente l’attività fisica.
Serve una risonanza prima di iniziare?
Per una lombalgia senza segnali di allarme l’imaging non viene richiesto di routine in un contesto non specialistico. Si valuta se un esame possa cambiare la gestione. La decisione deriva dalla storia e dall’esame clinico, non dal desiderio di trovare a ogni costo un’immagine che spieghi il sintomo. Per Marco il percorso parte dalla valutazione funzionale e dal monitoraggio.