La situazione iniziale
Giorgio, 69 anni, deve fermarsi durante le passeggiate per pesantezza alle gambe. Una valutazione specialistica ha identificato stenosi lombare con claudicazione neurogena. Vengono considerate anche possibili cause vascolari e altre condizioni che limitano il cammino.
La valutazione e gli obiettivi
Il percorso di Giorgio si svolge con me, nel mio studio a Balduina. Giorgio racconta dove deve fermarsi e cosa gli permette di ripartire. Si osservano cammino, equilibrio e capacità di alzarsi dalla sedia, considerando anche le altre condizioni di salute. Il tragitto verso il mercato diventa un riferimento concreto: interessa capire se riesce a percorrerlo, quante soste gli servono e come si sente al ritorno. Non si interpreta ogni limitazione della marcia come conseguenza automatica della sola immagine radiologica.
Alla prima valutazione riabilitativa, il dolore medio delle ultime 24 ore è 65/100 mm alla scala VAS. Il questionario Oswestry Disability Index (ODI) è pari a 46%; misura le limitazioni associate al dolore lombare: valori più bassi indicano minore disabilità. Giorgio riferisce di doversi fermare dopo circa 5 minuti di cammino in piano.
Come viene impostato il percorso
Si definisce un obiettivo significativo: raggiungere il mercato e tornare a casa in autonomia. Il lavoro iniziale combina educazione, attività aerobica tollerata e cammino a intervalli, con esercizi adatti alle capacità di Giorgio.
Il percorso viene costruito attorno alle attività che Giorgio desidera mantenere. Le camminate sono organizzate in tratti affrontabili, con soste pianificate; il lavoro aerobico può essere adattato scegliendo una modalità meglio tollerata. Il rinforzo viene introdotto secondo le capacità iniziali. L’obiettivo condiviso è aumentare la partecipazione alla vita quotidiana, senza descrivere l’esercizio come uno strumento capace di allargare stabilmente il canale vertebrale ristretto.
La progressione e le verifiche
Vengono sviluppate forza degli arti inferiori, equilibrio e resistenza. La distanza percorsa cresce gradualmente; quando un incremento risulta eccessivo, si riduce temporaneamente la durata dei tratti. I controlli verificano l’autonomia reale e la stabilità dei segni neurologici.
Si confrontano percorsi simili e condizioni comparabili, evitando di giudicare il recupero solo su una passeggiata particolarmente riuscita. Giorgio prepara gradualmente anche il ritorno con una piccola spesa, dopo aver tollerato il percorso senza carico. Il programma tiene conto della fatica complessiva della giornata. Se l’autonomia diminuisce nonostante gli adattamenti, si ridiscutono le difficoltà con lo specialista e si rivalutano gli obiettivi del trattamento.
Risultati a fine percorso
Alla valutazione conclusiva, il dolore medio delle ultime 24 ore passa da 65 a 0/100 mm alla VAS: la persona non riferisce dolore. Il punteggio ODI scende da 46% a 4%, con difficoltà riferite minime. Sul medesimo tragitto pianeggiante, alla propria andatura, passa da circa 5 minuti prima della pausa a una passeggiata continua di 40 minuti. Giorgio torna a fare la spesa, svolgere le commissioni e passeggiare senza dolore, recuperando l’autonomia desiderata. La stenosi resta un dato anatomico da interpretare insieme alla situazione clinica.
La fisioterapia evita sempre l’intervento per stenosi?
No. Un percorso conservativo può essere appropriato in persone selezionate, ma non garantisce di evitare la chirurgia. La decisione dipende da sintomi, limitazioni, segni neurologici, condizioni generali e risposta ai trattamenti. Per Giorgio si concorda un percorso di recupero funzionale concordato con lo specialista, mantenendo aperta la possibilità di rivalutare la strategia se il risultato non è sufficiente.